I Campi Flegrei, il cui nome significa “campi ardenti”, sono una vasta area di origine vulcanica a ovest di Napoli che rappresenta uno dei luoghi più affascinanti e inquietanti del pianeta. Qui la terra respira letteralmente attraverso le fumarole della Solfatara e si solleva o si abbassa per il fenomeno del bradisismo. Per gli antichi greci e romani, questo era il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti: qui si trovava l’ingresso dell’Ade al Lago d’Averno e l’antro della Sibilla Cumana. L’area è un immenso parco archeologico diffuso che comprende l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, il Castello di Baia con il suo museo archeologico e le incredibili Terme Romane. Ma la vera meraviglia è la città sommersa di Baia, la “Las Vegas” dell’antichità, i cui mosaici e statue riposano oggi sotto il livello del mare. L’architettura del paesaggio è dominata da crateri spenti, laghi vulcanici e vigneti che producono la celebre Falanghina. Visitare i Campi Flegrei significa immergersi in un mix unico di geologia attiva, mito classico e ingegneria romana, in un territorio dove la forza della natura e la memoria della storia si fondono in un abbraccio primordiale e sublime.