San Domenico Maggiore è il pantheon dell'aristocrazia napoletana. Situata nell'omonima piazza, fulcro della vita intellettuale della città, la basilica fu fondata nel XIII secolo e divenne la sede prediletta dell'ordine domenicano. L'interno, rimaneggiato in forme neogotiche, conserva una solennità regale. Qui studiarono e insegnarono giganti del pensiero come San Tommaso d'Aquino e Giordano Bruno. Una delle aree più affascinanti è la Sacrestia, dove sono custodite le arche aragonesi: 45 sarcofagi di re e nobili della dinastia d'Aragona, ricoperti di damaschi preziosi. Il complesso è un labirinto d'arte: dalla Cappella degli Affreschi di Pietro Cavallini, capolavoro del Trecento, alla suggestiva Sala degli Arredi Sacri. La chiesa ha due ingressi: quello monumentale dalla piazza e quello più sobrio dal decumano superiore. Ogni cappella è una galleria d'arte privata che racconta la potenza delle famiglie nobiliari napoletane. San Domenico Maggiore non è solo un monumento religioso, ma un monumento alla storia politica e filosofica di Napoli, dove il Medioevo si fonde con il Rinascimento in un'atmosfera di colta eleganza.