Situata al centro dell’omonima piazza, la Guglia di San Domenico è il più antico tra i grandi obelischi monumentali di Napoli. La sua costruzione iniziò come ex-voto dopo la terribile peste del 1656, ma i lavori durarono quasi un secolo, vedendo alternarsi i più grandi architetti dell’epoca come Cosimo Fanzago e Domenico Antonio Vaccaro. L’architettura è una piramide slanciata e complessa, decorata con medaglioni, putti, festoni di fiori e le statue dei più importanti santi domenicani. Sulla sommità, la statua bronzea di San Domenico sembra vigilare sul quartiere che fu il cuore intellettuale della città. La guglia è un esempio perfetto di “arte pubblica” barocca, concepita per stupire il fedele e comunicare il trionfo della chiesa sulla malattia e la morte. La sua posizione, circondata dai palazzi nobiliari e dall’abside della Basilica, crea una prospettiva scenografica che è diventata una delle immagini simbolo di Napoli. Osservarla significa fare un viaggio nel Seicento napoletano, tra fede viscerale, eccellenza artigianale e quel gusto per la meraviglia che rende Spaccanapoli un luogo unico al mondo.