Le Fontanelle non sono un semplice cimitero, ma il luogo dove Napoli dialoga faccia a faccia con la morte, trasformandola in una compagna quotidiana e benevola. Situato in un'immensa cava di tufo nel cuore del rione Sanità, il sito accoglie migliaia di resti umani, vittime delle epidemie di peste e colera dei secoli passati. Qui è nato il culto delle "anime pezzentelle": i napoletani "adottavano" un cranio (una capuzzella), lo pulivano, lo ponevano in una teca e pregavano per lui in cambio di protezione o numeri al lotto. È un labirinto sotterraneo di ossa ordinate con una cura che ha del mistico, dove la luce fioca delle candele crea ombre cariche di suggestione. Tra le figure più celebri spiccano il "Capitano" e "Donna Concetta", teschi legati a leggende popolari dolci e terribili. Visitare le Fontanelle è un'esperienza antropologica profonda che permette di toccare con mano l'anima più autentica e viscerale di Napoli, una città che non ha paura del fine vita, ma lo integra in un ciclo eterno di amore, pietà e speranza.